Lo stato di attuazione delle gare nelle Aree Bianche

L’11 febbraio 2016 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano ha sancito l’Accordo Quadro per lo sviluppo della banda ultra larga sul territorio nazionale verso gli obiettivi EU2020 (ai sensi della delibera CIPE 6 agosto 2015).

In seguito, il COBUL nella seduta del 2 marzo 2016 ha scelto tra i suoi indirizzi il modello di intervento diretto per l’attuazione del Piano di investimenti nelle aree a fallimento di mercato (Cluster C e D).

Successivamente, è stato notificato alla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea il regime quadro nazionale di aiuto, concernente detto intervento pubblico, definito in conformità alla normativa europea in materia di aiuti di Stato, secondo le previsioni degli “Orientamenti dell’Unione europea per l’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga” (2013/C 25/01). Il documento, rimasto in consultazione sul sito di Infratel Italia Spa per 30 giorni, è stato approvato il 30 giugno dalla Commissione Europea.

Il regime di aiuto ha un budget massimo stimato in 4 miliardi di euro, tra risorse FESR, FEASR e FSC, e validità fino al 31 dicembre 2022 ed è condizionato alla presentazione di un progetto unitario nazionale a valere su più Programmi operativi 2014-2020, con dei focus nazionali, il cosiddetto Grande Progetto Banda Ultralarga (GP BUL).

I bandi di gara sono stati lanciati dopo la pubblicazione del Piano degli investimenti per la banda ultralarga nelle aree bianche, che mira a garantire a tutte le unità immobiliari una connessione a 30 mbps e l’85 per cento di copertura oltre i 100 mbps.

Nei bandi in corso sono coinvolte 17 tra regioni e province autonome, che hanno sottoscritto entro l’estate gli Accordi di Programma e le Convenzioni operative con il MiSE.

Il primo bando, pubblicato il 3 giugno 2016 per i Lotti riguardanti le Regioni Abruzzo, Molise, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, è stato aggiudicato in via definitiva a Open Fiber, come deliberato da Infratel a seguito del CdA di martedì 16 maggio 2017. L’importo complessivo è di 1,4 miliardi di Euro. La rete sarà data in concessione per 20 anni e rimarrà di proprietà pubblica.

Il secondo bando, pubblicato l’8 agosto 2016, riguarda Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia. La fase di preselezione si è conclusa il 30 settembre 2016. Il 5 dicembre 2016 i soggetti selezionati sono stati invitati alla seconda fase. Il termine per la presentazione delle offerte è scaduto il 20 febbraio 2017. La seduta pubblica di apertura delle buste si è tenuta il 13 aprile.

Il 28 luglio 2017 è stato inviato alla GUUE l’avviso di aggiudicazione della Procedura ristretta per l’affidamento della concessione di costruzione e gestione di una infrastruttura passiva a banda ultralarga nelle aree bianche del territorio delle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia.

Infratel Italia, con Delibera del Consiglio di Amministrazione del 26 luglio 2017, ha infatti approvato la proposta di aggiudicazione disposta dalla Commissione in data 20 luglio 2017 che, per il Lotto 1 PIEMONTE, VALLE D’AOSTA, LIGURIA, prevede un importo dell’investimento aggiudicato pari a  Euro  187.747.764, IVA inclusa. L’Operatore economico aggiudicatario è OPEN FIBER SPA (i dettagli sugli altri Lotti sono disponibili qui).

Il contratto è stato firmato da Infratel e Open Fiber l'8 novembre 2017: http://www.infratelitalia.it/documentazione/bandi-e-gare/lazio/banda-ultralarga-infratel-e-open-fiber-firmano-il-contratto-per-la-seconda-gara/

La rete sarà data in concessione per 20 anni e rimarrà di proprietà pubblica.

Il GP BUL è preparato da un gruppo di lavoro presieduto da PCM a cui partecipano MISE, Infratel Italia, Dipartimento Coesione, Agenzia Coesione Territoriale, Mipaaf e MEF. Le attività sono ancora in corso, con il supporto dell'assistenza tecnica di Jaspers. Considerato che la condizione per l’avvio della spesa (sui fondi FESR) è la notifica del progetto, ossia che si può spendere una volta concluso l’iter di notifica ma prima della sua approvazione dalla Commissione, il MiSE ritiene che non vi siano criticità sui tempi rispetto alla conclusione dell’iter di gara e dell’avvio della spesa.



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